LA PAROLA ALLO SPECIALISTA


 

 

La dottoressa PAZZITELLA mi ha inviato il suo consulto…..

                                    

                                                                      LA PAROLA  ALLO SPECIALISTA

 

Mi ritrovo dinanzi ad un caso che oserei definire ostico e molto difficile da seguire. Posso quindi confermare che il mio paziente presenta i segni evidenti dell’ormai tanto discussa sindrome bipolare, sottolineando, mio malgrado, che si trova in uno stadio notevolmente avanzato.

La psicosi maniaco-depressiva o disturbo bipolare è una sindrome psichiatrica caratterizzata da un’alterazione dell’affettività, ovvero alterazione dell’umore che in termini di decorso può manifestarsi periodicamente, raramente in forma stabile o persistente. Affinché possa esser posta la diagnosi di disturbo bipolare è necessario e sufficiente che il paziente abbia sviluppato almeno un episodio maniacale o misto (e posso provare che tali eventi si sono manifestati…ECCOME!). Anche se decisamente probabile, ai fini diagnostici non è infatti indispensabile la presenza di un episodio depressivo in anamnesi: il mio paziente ha raramente manifestato tali episodi; tuttavia i soggetti affetti da tale disturbo difficilmente si prestano a farsi curare rifiutando ogni forma di aiuto e talvolta opponendosi totalmente, nel mio caso scatenando “piccole guerriglie” sociali.

Dopo questa breve premessa, ritengo opportuno descrivere il decorso di tale disturbo che insorse nel lontano 2005  in un ragazzo allora ventinovenne apparentemente sano, allegro, solare, amante del divertimento, delle donne e soprattutto della birra. La sua vita fu invasa di nuove presenze che alterarono il suo equilibrio psicofisico-comportamentale, portandolo alla autosottoposizione di interminabili pippe mentali. Presi a cuore il caso e tentai di far rientrare questo “treno deragliato” sui suoi binari, quando mi accorsi che più che un treno da ripristinare si trattava di un individuo SOTTO UN TRENO! Iniziai a studiare attentamente il caso, condurre ricerche, effettuare analisi…non riuscivo proprio a capire cosa avesse potuto alterare “l’omeostasi neuronale” del mio paziente…eh si, ammetto anche che, accecata dalla perdita di pazienza, decisi di abbandonare il caso per circa un anno e mezzo, durante il quale continuai a condurre i miei studi in gran segreto. Ripresi in mano le redini della situazione e, finalmente, dopo ore di studio e notti in bianco passate a riflettere mi si accese la lampadina!!! Non poteva che essere lei, la psicosi maniaco-depressiva. Presi coraggio, e descrissi tutto dettagliatamente al mio paziente, il quale apparentemente mostrò indifferenza e successivamente iniziò a interessarsi e a chiedere spiegazioni, elementi per me assai utili per continuare a tenere sotto osservazione il caso.

Studi condotti con il mio gruppo di ricerca solo ed esclusivamente sul mio paziente hanno evidenziato risultati soddisfacenti: in particolare, grazie alla collaborazione della mia collega nonché amica, la dr.ssa  Giò-Giò, possiamo sostenere la seguente ipotesi: la malattia potrebbe essere contagiosa, e ciò è confermato da dati ottenuti in seguito ad un’accurata osservazione di individui sottoposti all’influenza fisica e ideologica del bipolare di partenza.

La conclusione a cui giungo, in base a quanto scritto dal mio paziente, è che la normalità è sì soggettiva, ma è anche vero che tutto ciò che è normale non incide significativamente sui cambiamenti positivi e non, che alcune persone apportano alla nostra vita, e che il passaggio dalla felicità alla tristezza e viceversa, non è dato certo dalla normalità…

Il male o il bene che ci viene fatto dagli altri fa parte della normalità della vita, ma è la reazione esagerata conseguente a ciò che lascia mettere in dubbio la normalità di un soggetto. Quindi che lei, sig, Luigi, sia bipolare è fuori discussione, posso tuttavia consigliarle più che una cura farmacologica a base di stabilizzatori dell’umore, di autostabilizzarsi mantenendo la sua caratteristica pazzia (quella non nociva, intendo) decisamente piacevole e quella simpatia sua tipica, gradevole per chi la circonda.  Cordiali saluti.

LA PAROLA ALLO SPECIALISTAultima modifica: 2007-06-01T17:20:00+02:00da ziogino76
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4 pensieri su “LA PAROLA ALLO SPECIALISTA

  1. …ma sì ma sì… ma la dottoressa conosce da poco il paziente, chiedete a me la sua cartella clinica! Allora mi permetto di suggerire a TUTTI (anche perchè mi ci sono buttato in primissima persona) di affidarsi quantomeno alle cure bibliotiche del Prof. Giulio Cesare Giacobbe dall’eminente ed alquanto rappresentativo titolo “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”, tramite il quale si comprende come la mente generi fantasmi, i fantasmi fobie, le fobie ansia, l’ansia depressione, la depressione bipolarismo… E LE SEGHE (ANCHE LE MENTALI) CI RENDONO CIECHI, COME I GATTINI FIGLI DI QUELLA GRAN Z::::::: DI MAMMA GATTA FRETTOLOSA! Siate fieramente normalmete folli, Erasmo aveva ragione…

  2. Come non essere d’accordo con il mio caro amico Paparatzinger!!!!ma voglio anche rivolgere una domanda a tutta la popolazione del blog:”se a farsi le SEGHE(mentali e non)si diventa ciechi,a stropicciarsi gli occhi ci cascano le P…E?”…………buona giornata dal solo e unico CAPOSTIPITE!!!!!

  3. Per me le seghe mentali se le fa chi non vive,chi respira aria senza inghiottirne il profumo (concedetemi questa licenza poetica!?!),chi cammina per strada e guarda a terra, chi non beve birra per non gonfiare il “pancino”, chi guardando ZIO GINO commenta:”Oddio ma è folle?”. Beh l’elenco sarebbe interminabile, ma mi fermo qui e smetto di offendere chi si lascia consumare e logorare dalla normalità ovvero noia ovvero abitudine!!!!!!ciaoooooooooooo e buon sonno

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